La scogliera marina

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La scogliera marina

 

Sulle rupi, nei primi metri sopra il livello del mare, oltre quella stretta cintura, dove possono vivere solo alghe e licheni incrostanti, la vegetazione si presenta a chiazze distanziate o a festoni incastrati nelle fenditure. In questi ambienti difficili per le piante, la specie più diffusa è il Finocchio marino o Cretamo (Crithmum maritimum), un’ombrellifera con foglie succulente, alla quale fanno compagnia la Carota delle Scogliere (Daucus gingidium) e, poco più sopra, la vistosa violacciocca (Matthiola incana), la Cineraria marittima (Senecio cineraria), la Barba di Giove (Anthyllis barba-jovis) ed altre. Fra tutte, però, spicca lo Statice della Riviera (Limonium cordatum), specie sopravvissuta negli anfratti delle rupi di Portofino, di Capo Noli e di poche altre località. Si tratta di alofite, piante estremamente specializzate, in grado di sopportare, con particolari adattamenti, l’eccezionale salinità. Notevole in questo comparto, affermatosi con particolare rigoglio a Beuca, è la presenza di due specie di euforbie (Euforbia dendroides e Euphorbia ligustica).e del notevole Giglio marino (Pancratium maritimum) nonché del bel Malvone delle rupi (Lavatera marittima), presente anche nel vicino tratto di scogliera tra Cogoleto e Varazze.

Tra le specie coltivate si segnalano:

Atriplex halimus
Euphorbia dendroides
Lavatera maritima
Medicago arborea
Senecio cineraria
Crithmum maritimum
Matthiola incana
Lobularia maritima
Lavatera arborea