Il bosco termofilo e il castagneto

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Il bosco termofilo e il castagneto

 
Con questo termine sono rappresentate nell’Orto le specie più caratteristiche delle formazioni forestali meglio adattate alle condizioni climatiche mediterranee, dominate dal leccio (Quercus ilex) o dalla sughera (Quercus suber), e submediterranee, caratterizzate dalla roverella (Quercus pubescens) e dal castagno (Castanea sativa).
La foresta di lecci rappresenta un punto d’arrivo del percorso che la vegetazione compie, con diverse tappe, nella conquista del territorio: una meta di grande equilibrio ambientale, quello che i botanici chiamano climax. Certo non esistono più le millenarie foreste sacre agli etruschi e rifugio sicuro dei Ligures, ma laddove l’uomo non è intervenuto con drastiche distruzioni, persistono lembi di lecceta, talora vetusti e complessi, talaltra originatisi più recentemente con l’abbandono di alcune pratiche selvicolturali dai turni di taglio troppo ravvicinati. Nel paesaggio il verde scuro e lucente dei boschi di lecci vale a far risaltare, come in una cornice, i colori della macchia e l’azzurro del mare. Nella lecceta, per lo più chiusa ed ombrosa, si trovano poche specie:, molte delle quali rimaste dalla precedente macchia: erica, corbezzolo, lentisco, tino (Viburnum tinus), pungitopo (Ruscus aculeatus), lillatro (Phillyrea latifolia), caprifoglio (Lonicera implexa), robbia (Rubia peregrina), strappabraghe (Smilax aspera). Nelle condizioni più fresche, la lecceta presenta maggiore abbondanza di specie differenziali proprie d’altri boschi come l’orniello (Fraxinus ornus) o il carpino nero (Ostrya carpinifolia), due specie presenti nell’Orto sia in forma spontanea che coltivata.

Le sugherete, peraltro assai rare e localizzate in Liguria, hanno una fisionomia più aperta; la maggiore disponibilità di luce al suolo favorisce infatti lo sviluppo di diverse specie erbacee o arbustive quasi sempre legate a substrati silicei: l’inula odorosa (Pulicaria odora), il citiso trifloro (Cytisus villosus).

Il bosco di castagno (Castanea sativa) è una delle formazioni forestali attualmente più diffuse in Liguria. Si tratta per lo più di boschi cedui, che in parte derivano da vecchi castagneti da frutto abbandonati nella metà del Novecento in seguito al diffondersi di malattie particolarmente virulente. Il castagno ha rappresentato per i liguri l’Albero per eccellenza, una delle principali fonti alimentari nel corso dei secoli. Era coltivato con cura ed occupava lo spazio che era propriamente dei querceti, estendendosi da poco sopra al mare sino a circa 1000 m. I castagneti presentano una flora particolarmente ricca, soprattutto con specie che prediligono terreni acidi. A seconda dell’altitudine vi si ritrovano anche specie proprie delle leccete o dei faggeti come, ad esempio: erica arborea e pungitopo, geranio nodoso ed erba lucciola. Frequenti sono l’anemone trifogliata (Anemone trifolia subsp. brevidentata) e la polmonaria (Pulmonaria angustifolia).

Alberi
Castanea sativa
Fraxinus ornus
Laburnum anagyroides
Laurus nobilis
Phillyrea latifolia
Quercus cerris
Quercus ilex
Quercus pubescens
Quercus suber

Arbusti e suffrutici
Castanea sativa
Fraxinus ornus
Laburnum anagyroides
Laurus nobilis
Phillyrea latifolia
Quercus cerris
Quercus ilex
Quercus pubescens
Quercus suber

Erbe perenni
Asparagus tenuifolius
Cyclamen hederifolium
Helleborus foetidus
Paeonia officinalis
Primula veris
Salvia sclarea