Rupi e roccaglie

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Rupi e roccaglie

Il mondo delle piante è un mondo di spietata concorrenza, una guerra continua per la conquista del terreno e della luce combattuta fra le diverse specie. Molte non sono in grado di sopportare la prepotenza delle specie più agguerrite, non sono concorrenziali nelle situazioni migliori e cercano rifugio occupando una posizione di nicchia, preferibilmente in situazioni difficili da sopportare e da “espugnare”, per esempio sulle rupi.
Si tratta di ambienti inospitali, dove si alternano temperature elevate ed estremamente basse, dove il terreno raramente riesce a formarsi, e solo in ridottissime disponibilità, e l’acqua scorre via rapidamente. Sono queste le condizioni che favoriscono la flora rupestre, una flora nobile, ricca di specie rare, endemiche di aree geografiche talvolta molto ristrette. Molte piante rupicole fioriscono con colori e forme splendide: hanno la necessità di richiamare al più presto gli insetti per l’impollinazione. Possiamo ammirare specie che crescono solo su alcuni tipi di roccia - calcarea, silicea od ofiolitica - ed altre che si ritrovano indifferentemente dal substrato. Dal mare alle vette più elevate, sulle rupi e nelle zone sassose, possiamo ammirare la Campanula a foglie uguali (Campanula isophylla), rarissima ed esclusiva della pietra di Finale, la Campanula di Savona (Campanula sabatia), in via di forte rarefazione qua e là tra Vado e il confine con la Francia, la Sassifraga spatolata (Saxifraga cochlearis), endemica degli entroterra di Nizza, di Sanremo e del promontorio di Portofino, la Primula impolverata (Primula marginata), delle Alpi sud-occidentali, o il più diffuso Semprevivo ragnateloso (Sempervivum arachnoideum). Particolari condizioni sono quelle delle rocce ofiolitiche, chiamate anche serpentine o rocce verdi per le loro screziature che ricordano la pelle di alcuni serpenti; esse sono caratterizzate da concentrazioni di magnesio e di metalli pesanti (nichel, cromo) insolitamente elevate, insopportabili per la maggior parte delle piante, tuttavia ve ne sono alcune che si sono specializzate proprio per vivere su queste rocce, come l’Alisso di Bertoloni (Alyssum bertolonii). Nell’Orto Botanico di Villa Beuca, grazie ad un finanziamento dell’Ente Parco del Beigua, il comparto dedicato alla peculiare flora delle serpentiniti è stato rimodellato e incrementato nel 2008 con un apposito pannello: l’endemica Viola del Bertoloni (Viola bertolonii), ne è il principale esponente, oltre a rappresentare il simbolo grafico dell’Orto Botanico stesso.

 

Arbusti
Anagyris foetida
Capparis spinosa
Dictamnus albus
Euphorbia dendroides
Medicago arborea
Teucrium flavum
Teucrium fruticans

Suffrutici
Coris monspeliensis
Ruta chalepensis
Teucrium montanum
Thymus vulgaris

 

Erbe perenni
Campanula isophylla
Convolvulus sabatius
Coronilla varia
Helichrysum stoechas
Saponaria ocymoides