Le zone umide e gli ambienti d´acqua dolce

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Le zone umide e gli ambienti d´acqua dolce

 

I versanti fortemente acclivi, le strette valli e la scarsità di zone pianeggianti non favoriscono in Liguria la formazione di invasi d’acqua; tranne che per pochi casi di origine artificiale, non vi sono laghi, ma solo rari e piccoli stagni ed acquitrini. Proprio per la loro rarità regionale e per le continue minacce alle quali sono sottoposti a livelli mondiale, gli ambienti umidi sono diventati preziosi serbatoi di diversità. Essi danno asilo a specie la cui consistenza è in forte riduzione e in Liguria determinano spesso condizioni favorevoli ad ospitare piante boreali o artico-alpine proprie di latitudini maggiori.
Le “zone umide” come paludi, stagni e anche i nostri due laghetti artificiali ospitano piante specializzate di grande interesse naturalistico e pregio artistico, e creano ambienti ricchi di vita animale, come ad es. libellule, rane, persino uccelli acquatici in sosta migratoria. Nel laghetto superiore il popolamento vegetale si è formato senza intervento umano, e contiene indigene dei generi Typha Juncus, Equisetum ed altri. Il laghetto inferiore mostra invece specie tropicali più vistose come Pontederia cordata e Ludwigia hexapetala, provenienti dal Giardino Botanico di Villa Pallavicini a Pegli, che tuttavia si sono naturalizzate anche in Italia e ormai fanno parte della nostra flora.
Tre specie sono delle vere rarità: Fuirena pubescens un´umile erba spontanea che in Italia si trova soltanto nel laghetto superiore e in una valle di Varazze; Utricularia vulgaris, pianta carnivora coltivata a fini di ricerca dall´Università di Genova; Hydrocotyle vulgaris, dalle piccole piatte foglie rotonde che vive sul bordo del laghetto inferiore.

Anche i corsi d’acqua, al pari delle acque ferme, sono ambienti umidi importanti per la conservazione di specie sia vegetali sia animali, in particolare per pesci, anfibi e uccelli. Negli ultimi decenni le ripe sono state quasi ovunque alterate da opere idrauliche di difesa che hanno apportato una generale artificializzazione anche dove non vi erano forti esigenze di sicurezza. Da ciò deriva la necessità di tutelare quelle specie particolarmente legate agli ambienti ripari ed alluvionali dominati da ontano nero (Alnus glutinosa), pioppi (Populus nigra) e salici (Salix elaeagnos ed altri).

 

Alberi ed arbusti
Nerium oleander
Alnus glutinosa
Populus nigra

Erbe perenni
Anagallis tenella
Filipendula ulmaria
Iris pseudoacorus
Mentha aquatica
Nymphaea alba
Sanguisorba officinalis

Fuirena pubescens
Carex sp.
Cyperus sp.
Equisetum hyemale
Utricularia vulgaris